“A tutto G.A.S.” Una trasmissione fatta dai giovani per i giovani

Marta Villa, “A tutto G.A.S.” Una trasmissione fatta dai giovani per i giovani, In AltreStorie

Alla metà degli anni ottanta, e per la precisione nel 1986, si avviò in Trentino, nel campo delle televisioni private, un’esperienza molto interessante: un’emittente televisiva locale, TeleRovereto (TVR), che trasmetteva da via Abetone 38 a Rovereto, aveva accettato di realizzare e mandare in onda una trasmissione completamente ideata e gestita da studenti delle scuole superiori della città. La trasmissione “A Tutto G.A.S. Giovani Ambiente Scoperta: i ragazzi del Baldo” prese il nome dal gruppo che dal 1984 al 1986 aveva partecipato ai campeggi estivi a Madonna della Neve, alla scoperta del monte Baldo, organizzati e gestiti da Domenico Nisi, pedagogista, archeologo e conservatore onorario del Museo Civico di Rovereto nonché collaboratore del Museo tridentino di scienze naturali di Trento. Questa iniziativa, sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, coinvolse partecipanti sia dal Trentino sia dalla provincia e dal comune di Verona: i ragazzi presenti a questi campeggi appartenevano a diverse realtà territoriali delle due province (di questa esperienza si parla in un articolo a firma di Domenico Nisi e D. Loss, “Giovani, museo, territorio: una pedagogia della relazione”, comparso su Annali dei Musei Civici di Rovereto. Rovereto, 1985, n. 1: 149-157).

L’idea di utilizzare ad ulteriore corredo dell’esperienza anche lo strumento televisivo venne proprio a Domenico Nisi dopo aver conosciuto Athos Gualazzi factotum di Telerovereto Questa emittente, fondata nel 1983 da Gualazzi stesso, proponeva trasmissioni riguardanti Rovereto e Trento (un telegiornale con rubriche di informazione locale): l’editore era la Società Rovereto Impianti Televisivi, con sede in Vittorio Veneto 22 a Rovereto, e annoverava fra i soci il notaio Guido Falqui Massida. Irradiava i suoi programmi dai canali uhf 21, 30, 32, 35, 36, 37, 38, 43, 48, era una tv al servizio della comunità locale visibile nella zona del basso Trentino, fino a Riva del Garda. Fra i programmi più noti si ricordano “Simpaticamente”, quiz condotto da Enzo Pancheri e Daniela Caresia, “Filo diretto” con possibilità di dialogo fra i cittadini e gli amministratori, partite di calcio e di basket delle squadre trentine. A metà degli anni ottanta TeleRovereto si affiliò alla milanese Globo, dopo avere fatto parte per un certo periodo di Italia Nord (circuito, presieduto sempre da Athos Gualazzi, che aveva riunito sei emittenti del Triveneto: oltre a TeleRovereto, TCA, Tele Garda, Tele Benaco, Canale 65, Antenna 3 Peschiera). TeleRovereto cesserà le sue trasmissioni all’inizio degli anni novanta con l’entrata in vigore della legge n. 223 del 6 agosto 1990, “Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato”, comunemente conosciuta come legge Mammì dal nome del primo firmatario, l’allora ministro delle poste e telecomunicazioni repubblicano Oscar Mammì: si trattò della prima legge organica di sistema in materia radio televisiva introdotta nell’ordinamento italiano.

La trasmissione gestita dai Ragazzi del Baldo ebbe 7 puntate, da fine aprile a metà giugno del 1986. Pur con la volontà dichiarata di riprendere l’autunno successivo, anche in considerazione del successo ottenuto, testimoniato peraltro da un articolo comparso sul mensile nazionale Millecanali del settembre 1986 (“A Rovereto i ragazzi gestiscono la TV”. Millecanali, n. 140), la serie non ebbe più continuazione.

Ogni puntata andava in onda in diretta il mercoledì in una fascia di audience molto propizia, dalle 18.30 alle 19.30 e seguiva un canovaccio preciso. I ragazzi si riunivano durante la settimana per decidere come programmare la puntata: ognuno aveva un ruolo da svolgere seguendo le proprie inclinazioni. La regista e conduttrice principale era Roberta Robol, la più grande del gruppo che dal 1984 aveva partecipato all’esperienza estiva e che coordinava gli altri partecipanti. Anche la sigla e gli intermezzi musicali erano eseguiti dal vivo: basti ricordare il commento sonoro alla chitarra del piccolo Friz (Lorenzo Frizzera, ora noto e affermato musicista). Le puntate vedevano delle rubriche fisse, ciascuna gestita da uno o due ragazzi: l’Angolo della Posta di Chiara Bosco e Roberta Villa, nella quale si dava risposta alle lettere che arrivavano in redazione, La Nostra Storia, nella quale venivano proiettate e commentate le diapositive delle esperienze estive vissute sul Baldo e ripercorse le ricerche eseguite sul territorio durante l’anno nel tentativo di sollecitare altri giovani ad unirsi al gruppo; l’Intervista al Politico condotta da Lorenzo Portich che vide coinvolti tra gli altri l’allora assessore comunale all’istruzione di Rovereto Sabina Chiasera, il sindaco di Rovereto Renzo Michelini, l’europarlamentare Ferruccio Pisoni, l’assessore provinciale Tarcisio Andreolli: domande precise da parte dei ragazzi legate agli interessi del mondo giovanile per cercare di capire la politica e i diversi ruoli istituzionali. Gestito di volta in volta da diversi protagonisti, tra cui Thomas Conci, l’Angolo dell’Esperto ha ospitato invece in trasmissione il fisico e astronomo Vittorio Zanetti docente all’Università di Trento, il cartografo e geologo Bruno Robol, l’alpinista Armando Aste, il direttore del Museo civico Franco Finotti. Il momento più atteso e che vedeva la partecipazione dei telespettatori era il Quiz condotto da Nicola Modena: in ogni puntata veniva mandata in onda una diapositiva di Dario Cristel raffigurante un particolare del territorio della Vallagarina. Gli spettatori chiamavano in diretta e tentavano di indovinare i luoghi fotografati, partecipando poi alla puntata successiva per ritirare il premio. Il senso delle diverse rubriche, come di tutta la trasmissione, era il tentativo di sollecitare gli spettatori alla scoperta del proprio territorio; la naturalezza e freschezza delle parole dei ragazzi era sicuramente il modo più semplice per stimolare questa sensibilità. Bisogna ricordare, come fu sottolineato anche nella prima puntata, che questo gruppo di ragazzi aveva già sperimentato prima dell’inizio della trasmissione un altro evento di rilevanza mediatica nel trentino di quegli anni: la realizzazione di una mostra che aveva fatto il giro delle scuole delle due province (Trento e Verona) e l’appuntamento al Teatro Zandonai con Piero Angela che vide la presenza di diverse centinaia di giovani, genitori e insegnanti. Furono sempre i Ragazzi del Baldo, coordinati da Domenico Nisi ad organizzare la presenza del giornalista a Rovereto proprio per entusiasmare altri coetanei a riscoprire il piacere di fare ricerca attiva.

Tutte le puntate sono state conservate videoregistrate da Bruno Robol, che, ancora oggi, memore dell’esperienza fatta allora quando era ragazzo, torna con i suoi studenti del “Maffei” di Riva del Garda per una settimana a Madonna della Neve alla scoperta del Baldo e attraverso le nuove possibilità mediatiche mette in rete per tutti il lavoro dei suoi studenti (geomaffei.ning.com).

Ma “A tutto G.A.S.” non è un’esperienza finita: i ragazzi di allora hanno percorso strade diverse, i ragazzi di oggi si trovano su Facebook, A tutto Gas ha più di 80 amici e sta crescendo in attesa di passare dal virtuale al reale di nuovo sul Monte Baldo per ritornare virtuale nella rete globale di internet: ventitré anni fa una televisione locale ha permesso a dei ragazzi di vivere un’esperienza importante. La sfida di oggi è far riscoprire ai giovani il piacere di esplorare, mettere in relazione il proprio territorio con quello di milioni di altri grazie al web: utilizzare la tecnologia attivamente per comunicare e crescere e non per diventarne vittime passive.

 

Quattro domande a Domenico Nisi

 

Come nacque l’idea di “A tutto GAS”?

L’esperienza di “A tutto GAS” è corroborata dalla stessa prospettiva pedagogica che supportava le esperienze longitudinali che proponevamo ai giovani. Infatti avevo già prodotto con alcuni “ragazzi del Baldo” attività didattiche presso il Museo Civico di Rovereto, ma mi ero reso conto che occorreva inventare altre esperienze significative. Già durante i corsi estivi sia io che il mio assistente Bruno Robol giravamo con la telecamera e lo stesso Bruno faceva con i ragazzi laboratorio di fotografia e personal computer. Questo ci aveva introdotto all’uso dei media: i ragazzi provavano a riprendere gli altri con la videocamera. L’idea di usare la ripresa video mi è maturata quando ero assistente del prof. Vayer, l’inventore della psicomotricità, docente di psicologia all’università di Rennes II, poiché riprendevamo i corsi di dinamica dell’educazione. Su questa base attraverso la conoscenza maturata poi con il Gualazzi è nata l’idea di far sperimentare ai ragazzi la televisione dall’altra parte.

Quali erano gli obiettivi?

Gli obiettivi erano di tipo educativo: cresce nella sicurezza di sé con la capacità critica di leggere e interpretare la realtà, diventare attivi e consapevoli di fronte al mezzo televisivo in modo da capirne le possibilità, la possibilità aggregativa offerta da una trasmissione a puntate che favoriva la capacità di progettare in equipe e l’aggancio con la realtà sociale e il confronto con più fasce d’età.

Quali furono i principali risultati?

Le stesse dichiarazioni dei ragazzi in trasmissione sono esemplificative: il superamento della timidezza, aver raggiunto un buon livello di consapevolezza di sé e di sicurezza personale, l’aver raggiunto la capacità di sapersi relazionare con persone attive (gli intervistati) e passive (gli spettatori), l’essere in grado di far appassionare altri al proprio territorio, l’aver sfatato il mito che la televisione fosse un “mostro” o fosse appannaggio solo di una elite, l’intreccio di nuove relazioni amicali mediate anche dal mezzo televisivo.

Alla luce delle esperienze odierne e di come sono evoluti i cosiddetti mass-media come reinterpreterebbe oggi l’esperienza di ieri?

Oggi secondo me c’è ancora bisogno di queste esperienze per i giovani soprattutto per imparare a relazionarsi con i media. Certo si potrebbe fare “A tutto Gas” servendosi di una connessione ADSL, una videocamera e un computer… Tuttavia non siamo ancora pronti per questo salto: ancora adesso è la televisione che entra in ogni casa, che viene utilizzata da tutte le fasce d’età per abitudine, che permette con più semplicità di venire fruita; il problema quindi non è di disponibilità tecnologica ma ancora culturale.

 

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