La Delega al Gioco

Ronzo-Chienis 1000 abitanti in Provincia di Trento, ha un Assessorato speciale, quello al Gioco, ideato e voluto da me in condivisione con tutta la giunta. Anche quest’ultima ha con il mio nuovo ingresso una particolarità: è l’unica in Italia ad avere 4 donne come amministratrici su 5 componenti. La Val di Gresta, zona geografica che vede Ronzo-Chienis come capoluogo, è particolare: da più di 40 anni coltiva biologico. La cultura dell’alimentazione sana e del rispetto della natura si coniuga perfettamente con il gioco, scelto come strumento utile a legare il territorio, gli abitanti e anche i turisti. Il gioco, dimensione più di pensiero che mera azione ludica, è visto in chiave antropologica: mette in relazione le persone avvicinandole le une alle altre nell’intento di “fare comunità”, permette l’accesso allo sport per tutti, riscopre tradizioni e identità che si stanno lentamente perdendo. Nasce così l’idea di creare dei momenti permanenti di valorizzazione del gioco tradizionale: la possibilità di organizzare qui un Festival del Gioco Tradizionale Trentino è sempre più concreta. Molti sono i progetti che sono stati realizzati e sono in via di progettazione: la riscoperta delle feste di ieri e dello stare insieme è stato il collante che ha permesso “La magica notte delle zucche” dove tutti i bambini del paese, dopo aver costruito lanterne ed aver compreso l’importanza per il mondo rurale della festa di Ognissanti, e non la più commercializzata e anglosassone Halloween, come momento del letargo della natura hanno ascoltato in un’antica cucina dalla viva voce delle nonne le favole tradizionali del paese su streghe, grotte misteriose, bambini fatti di pane raccontate con le calde espressioni dialettali. Sempre per ritrovarsi a giocare insieme in famiglia si sta realizzando un corso di aggiornamento per genitori, adulti e insegnanti sul gioco nella sua dimensione di riscoperta di sé e del proprio benessere, condotto dal Centro Studi Sintesi, associazione pedagogica che pone da sempre attenzione particolare al messaggio educativo e che questo Assessorato ha trovato come partner ideale per molte delle sue iniziative. L’Assessorato al Gioco sta offrendo a tutte le classi della Scuola Primaria del paese progetti didattici, tra cui, fiore all’occhiello, Archeoambiente, che permette di ritrovare i primi antenati (cacciatore paleolitico e contadino neolitico) e la dimensione tradizionale dell’economia naturale, fornendo ai ragazzi attraverso un percorso ludiforme chiavi di lettura sulla società attuale e facendo riscoprire la dimensione del corpo come tramite comunicativo per se stessi e con gli altri.

Sono convinta che l’amministratore sia prima di tutto un educatore; ogni suo gesto, ogni sua idea è una testimonianza per i cittadini: se ci si dimentica di questa caratteristica unica e indispensabile si rischia di sottovalutare l’effetto delle azioni e delle pratiche messe in atto. Ecco perché il gioco può essere nella situazione storica attuale un elemento vincente per far ritornare unite le comunità a tutela del proprio ambiente e del benessere psicofisico che ogni individuo ha il diritto di meritare. Ronzo-Chienis ha fatto con me questa scommessa, come anni fa fece con il biologico, oggi possiamo dire a ragion veduta:  sono fiduciosa che questa idea possa essere una buona pratica perché permette di agire in modo interdisciplinare con una visione di sintesi, modalità efficace per provocare e accompagnare ogni comunità nel proprio sviluppo.

Annunci